Napoli, 10 luglio 2024 (di Giuliana Scolastico) – C’è una Napoli che vive nei vicoli, nelle leggende e nei segreti nascosti sotto la pietra antica della città. È proprio da questa dimensione sospesa tra storia e mito che prende forma “Il caso Virgilio”, il nuovo romanzo di Vittorio Del Tufo, un thriller che intreccia archeologia, enigmi e memoria collettiva attorno alla figura del poeta latino dell’“Eneide”.
La vicenda si sviluppa a partire da un mistero antico: la morte di Virgilio e la sparizione del suo corpo, alimentando una trama che attraversa secoli e luoghi simbolici di Napoli. A fare da detonatore narrativo è il ritrovamento di reperti eccezionali nei pressi della Gaiola, tra Posillipo e il mare, dove emergono oggetti legati alla tradizione virgiliana e un enigmatico papiro che sembra custodire un segreto rimasto nascosto per duemila anni.
Tra atmosfere oscure, studiosi, imprenditori e delitti, il romanzo si muove lungo il confine tra verità storica e suggestione esoterica. Del Tufo accompagna il lettore in un viaggio che attraversa cunicoli, memorie greche e simbolismi antichi, trasformando Napoli in una protagonista viva e inquieta. Sullo sfondo riaffiora la leggenda di Virgilio mago, figura sospesa tra cultura classica e credenze popolari.
Il libro diventa così non soltanto un thriller archeologico, ma anche una riflessione sul fascino eterno della città e sulla sua capacità di custodire misteri irrisolti. E alla fine resta la sensazione che Napoli continui ancora oggi a proteggere, sotto le sue pietre e il suo mare, verità che nessuno è davvero pronto a riportare alla luce.



