Santa Maria Capua Vetere, 28 maggio 2026 (di Angela Barbieri) – Due giornate intense di emozioni, creatività e partecipazione hanno segnato la conclusione del Progetto di rilevanza territoriale di educazione all’immagine e audiovisivo “Cinema per la Scuola”, finanziato da MIC e MIM, ideato e realizzato dall’Associazione Mitreo Film Festival. Un’esperienza culturale e umana che ha trasformato il cinema in uno strumento di crescita, dialogo e consapevolezza per centinaia di studenti coinvolti. La cerimonia finale, ospitata tra il Teatro Garibaldi e il FEST – Scuola di Formazione Forense di Santa Maria Capua Vetere, ha rappresentato molto più di una semplice premiazione: è stata la celebrazione di un percorso collettivo fatto di studio, passione, incontri, ricerca e scoperta di sé attraverso il linguaggio cinematografico.
Alla presenza della responsabile scientifica Lucilla Mininno, della presidente dell’Associazione Mitreo Film Festival Paola Mattucci, di istituzioni, dirigenti scolastici, studenti e docenti, gli interventi della scrittrice Lina Angela Barbieri e del critico cinematografico Francesco Della Calce hanno ulteriormente arricchito il valore culturale dell’iniziativa, offrendo ai giovani spunti di riflessione sul potere delle immagini, della memoria e della narrazione.
Sei gli istituti scolastici protagonisti del progetto: ISISS Amaldi-Nevio, Istituto Comprensivo Principe di Piemonte e Istituti Scolastici Iervolino “I Carissimi” di Santa Maria Capua Vetere; ITIS-LS Francesco Giordani di Caserta; IISS Leonardo da Vinci di Fasano e Istituto Comprensivo Teresa Spinelli di Roma. Un ponte educativo e creativo tra territori diversi, uniti dalla forza del cinema come linguaggio universale.
Importante anche il contributo delle quattro università coinvolte, tra cui la Université Paul Valery Montpellier 3, l’Università degli Studi di Messina, l’Università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria e l’Università Vanvitelli, a conferma di un progetto capace di intrecciare formazione, ricerca e territorio. Particolarmente significativa la realizzazione della MUMvirtualMAP geolocalizzata, curata dall’architetto Giovanni La Fauci, testimonianza concreta di un percorso innovativo che ha saputo coniugare memoria, tecnologia e valorizzazione culturale.
Ma il cuore pulsante del festival sono stati loro: i ragazzi. Nei loro occhi emozionati, nei silenzi prima delle proiezioni, negli applausi finali, si percepiva chiaramente quanto questo percorso abbia lasciato un segno profondo. Per molti studenti è stata la prima occasione per raccontarsi attraverso una telecamera, trasformando paure, sogni, fragilità e speranze in immagini condivise.
Gli otto cortometraggi realizzati hanno mostrato sensibilità, immaginazione e sorprendente maturità narrativa: “Emily e l’orologio della gentilezza”, “La via di casa”, “Miettec o core”, “Il fantasma di Cecilia Metella”, “Pippo e la pietra”, “The Elevator”, “Il viaggio di Peter” e “Oltre il telefono” hanno affrontato temi profondi con autenticità e delicatezza, dimostrando quanto il cinema possa diventare uno straordinario strumento educativo.
La Giuria Tecnica ha assegnato il Premio MitreoFRISKFilmFestival-Appia Antica 2025/2026 ex aequo a “The Elevator” dell’Istituto Superiore Francesco Giordani di Caserta e “La Via di Casa” dell’IISS Leonardo Da Vinci di Fasano. Ventisette targhe, tra Premi Speciali e Professione Cinema, sono state consegnate agli studenti distintisi durante il percorso formativo. Ma il riconoscimento più grande è stato forse l’entusiasmo condiviso, la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante insieme.
Il MitreoFRISKFilmFestival-Appia Antica si conferma così una delle realtà culturali più vive e significative del territorio, capace di educare alla bellezza, alla creatività e al pensiero critico attraverso il linguaggio audiovisivo. Fondamentale, in questo percorso, il lavoro della presidente Paola Mattucci, anima instancabile del festival. Con sensibilità, competenza e una dedizione rara, ha saputo trasformare un progetto culturale in una vera esperienza di comunità. Il suo impegno costante nel creare spazi di ascolto, crescita e inclusione per i giovani rappresenta oggi un esempio prezioso di come la cultura possa ancora costruire legami autentici e generare futuro.
In un tempo spesso segnato da isolamento e superficialità, il festival ha restituito ai ragazzi qualcosa di essenziale: la possibilità di sentirsi parte di una storia comune, di trovare una voce e di comprendere che l’arte, quando incontra l’educazione, può diventare uno straordinario atto di rinascita collettiva.


















