Caos a San Tammaro: rendiconto bocciato dall’opposizione, Cimmino incalza. Ombre su Carditello, esposto al Ministero della Cultura
San Tamamro, 10 giugno 2026 – Si infiamma il dibattito politico nel Comune di San Tammaro. Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale del 9 giugno 2026, il gruppo consiliare di opposizione “Uniti per il Futuro”, guidato da Emiddio Cimmino, ha espresso un durissimo voto contrario al Rendiconto di gestione, sollevando una serie di interrogativi che rischiano ora di aprire un nuovo fronte di polemica sulla gestione della Fondazione Real Sito di Carditello. Una copia della nota politica è stata già trasmessa al Ministero della Cultura (MiC) per chiedere chiarimenti e verifiche.
Tasse al massimo e promesse tradite: l’affondo contro il sindaco D’Angelo
La minoranza consiliare composta da Cimmino e Borrozzino ha motivato il proprio voto contrario evidenziando quella che considera una gestione finanziaria distante dalle esigenze dei cittadini.
Tra i punti contestati figurano l’addizionale Irpef comunale e la Tari. Secondo l’opposizione, per ben cinque bilanci di previsione sarebbe stata avanzata senza successo la proposta di ridurre l’aliquota Irpef. Non meno dura la critica sulle promesse riguardanti la tassa sui rifiuti.
«Il Sindaco sostenne solennemente che la Tari sarebbe diminuita. Non è risultato vero: è aumentata e, carte alla mano, siamo pronti a misurare la differenza sulle bollette», attaccano i consiglieri di minoranza.
Nel mirino finisce anche il metodo amministrativo adottato dalla maggioranza, accusata di non aver mai accolto contributi e proposte provenienti dall’opposizione. «È mancata la volontà politica di accettare le proposte della minoranza. Questo documento contabile è interamente vostro e ve lo votate voi», è la critica contenuta nella nota.
Il “giallo” Carditello: partecipazioni assenti e bilanci non pubblicati
Il passaggio più delicato riguarda però la Fondazione Real Sito di Carditello, della quale il Comune di San Tammaro è socio fondatore, ruolo ottenuto proprio durante l’amministrazione che vide protagonista Cimmino tra il 2015 e il 2016.
Secondo quanto evidenziato dall’opposizione, nella documentazione allegata al Rendiconto la Fondazione non comparirebbe tra le partecipazioni dirette del Comune con la relativa quota percentuale. Un’assenza che ha spinto il gruppo consiliare a chiedere chiarimenti formali.
Le anomalie segnalate al Ministero della Cultura riguardano diversi aspetti.
Ritardi nell’approvazione dei bilanci. Secondo quanto sostenuto dall’opposizione, lo statuto della Fondazione prevede l’approvazione del bilancio entro il 30 aprile, prorogabile al 30 giugno solo in presenza di particolari motivazioni. Il bilancio previsionale, che avrebbe dovuto essere approvato entro il 31 dicembre, sarebbe invece stato approvato soltanto alla fine di marzo 2026, senza alcuna pubblicazione ufficiale.
Albo Pretorio oscurato. Viene inoltre denunciata la mancata pubblicazione degli atti sull’Albo Pretorio della Fondazione, che sarebbe rimasto inattivo dal 2025 fino al 27 maggio 2026.
Incarichi professionali fuori territorio. Alla ripresa delle pubblicazioni sarebbero apparse determinazioni relative ad affidamenti per decine di migliaia di euro a tecnici provenienti prevalentemente dall’area vesuviana e da Vietri sul Mare. «Perché in questo territorio non abbiamo tecnici qualificati?», si chiede l’opposizione.
Nomine e contratti nel mirino: interrogazione al Ministero
Uno dei punti centrali dell’esposto riguarda la figura del Direttore Generale della Fondazione. L’opposizione chiede formalmente al sindaco di chiarire se corrisponda al vero che il nuovo direttore sia Gennaro Miranda, attuale presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane di Ercolano, e per quale motivo il relativo contratto non sarebbe stato reso pubblico.
«Ci abbiamo buttato lacrime e sangue e certamente non faremo andare il territorio alla malora, costi quel che costi», dichiara Emiddio Cimmino.
Con questa presa di posizione si chiude una seduta consiliare destinata a lasciare strascichi politici e istituzionali. La questione passa ora all’attenzione degli organi competenti e del Ministero della Cultura, chiamato a verificare le segnalazioni avanzate dall’opposizione e a fare luce sulla trasparenza amministrativa e sulla gestione di uno dei patrimoni culturali più importanti della Campania.



