Aversa, 30 giugno 2026 (di Giuliana Scolastico) -Ventitré anni dopo la sua scomparsa, la voce di Bianca d’Aponte continua a farsi strada nel panorama della canzone d’autore italiana. Il brano “Straniero”, unico inedito contenuto nell’album “Ensemble per Bianca d’Aponte”, è entrato nella cinquina finalista delle Targhe Tenco 2026 nella categoria “Miglior canzone”, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della musica d’autore italiana assegnati dal Club Tenco. Una candidatura che ha il sapore del risarcimento artistico per la cantautrice aversana, morta improvvisamente nel 2003 a soli 23 anni, proprio quando stava per pubblicare il suo primo disco. Oggi “Straniero” si ritrova a contendersi il riconoscimento con firme di assoluto prestigio come Tosca, Mauro Ermanno Giovanardi, Moni Ovadia, Ditonellapiaga ed Emma Nolde. A raccontare l’emozione è il padre, Gaetano D’Aponte, che afferma: «Bianca non smetterà mai di sorprendere ed emozionare. Questo anche grazie all’amore e alla stima di chi la sta accompagnando verso i traguardi che merita». Un risultato che definisce «miracoloso», ricordando come il disco non abbia potuto concorrere nella categoria “Opera prima” a causa del nuovo regolamento delle Targhe Tenco, che quest’anno ammetteva soltanto album composti esclusivamente da brani inediti. «Mi va bene anche così conclude . Dopo 23 anni fa ancora a gomitate». Parole condivise anche da Elisabetta Malantrucco, tra le anime del progetto discografico dedicato a Bianca. «Bianca si prende il posto che meritava da tempo e lo fa con il suo alter ego, il suo “Straniero”, arrangiato e prodotto da Bungaro», scrive, ringraziando quanti hanno sostenuto il disco e la professionista Daniela Esposito per il lavoro svolto. Proprio “Straniero” rappresenta uno dei momenti più intensi dell’album “Ensemble per Bianca d’Aponte”, pubblicato dopo un lungo lavoro di recupero del materiale lasciato dall’artista. Il brano è accompagnato anche da un video-lyric essenziale, costruito su un’illustrazione di Clelia Bove e sul progetto grafico di Rita Zunno, una scelta che mette al centro esclusivamente la forza del testo e della voce. L’album raccoglie dieci canzoni recuperate tra musicassette, registrazioni e appunti lasciati da Bianca prima della sua prematura scomparsa. Le tracce sono state restaurate e affidate a musicisti e produttori che hanno lavorato nel rispetto della sensibilità originale della cantautrice, restituendo al pubblico un’opera che molti considerano uno dei progetti discografici più significativi degli ultimi anni. Da quella tragedia nacque anche il Premio Bianca d’Aponte Città di Aversa, oggi unico concorso italiano interamente dedicato alle cantautrici, diventato negli anni un punto di riferimento nazionale per la nuova canzone d’autrice. Diretto artisticamente per molti anni da Fausto Mesolella e oggi da Ferruccio Spinetti, il premio ha contribuito a lanciare numerosi talenti e continua a custodire l’eredità artistica della giovane aversana. Comunque vada, per Aversa questo ingresso tra i finalisti rappresenta già una vittoria: la conferma che il tempo può fermare una vita, ma non una grande canzone.


