Zannini lascia l’Abruzzo, potrà partecipare all’udienza gup fissata l’11 dicembre a Santa Maria Capua Vetere

 

Caserta, 4 novembre 2026 – Nuovo passaggio giudiziario nell’inchiesta che coinvolge il consigliere regionale campano di Forza Italia, Giovanni Zannini, originario di Mondragone e attualmente sospeso dalla carica. La pm Giacomo Urbano ha chiesto il rinvio a giudizio per Zannini e altre nove persone, chiamate a rispondere, a vario titolo, delle contestazioni relative al finanziamento pubblico per la realizzazione di un caseificio e alle presunte pressioni esercitate ai vertici dell’Asl di Caserta. Sarà il gup Pasquale Cerrone a valutare la richiesta nell’udienza preliminare fissata per l’11 dicembre.

L’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ruota attorno a due distinti filoni investigativi. Il primo riguarda il finanziamento concesso da Invitalia, società partecipata dal Ministero dell’Economia, per la realizzazione di un caseificio riconducibile agli imprenditori Paolo e Luigi Griffo.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Zannini, all’epoca presidente della Commissione regionale Ambiente, Energia e Protezione civile, sarebbe intervenuto presso gli uffici regionali per favorire l’ottenimento delle risorse pubbliche, nonostante l’impianto non disponesse dei necessari requisiti amministrativi, soprattutto sotto il profilo ambientale.

In questo contesto avrebbero avuto un ruolo cinque funzionari delle commissioni tecniche chiamate a esprimersi sul progetto: Flora Cirelli, Daniele Braccini, Salvatore Perfetto, Giancarlo Andolfo e Luigi Pilotti. Per l’accusa, su istigazione di Zannini e degli imprenditori Griffo, sarebbe stato predisposto un falso studio ambientale per superare gli ostacoli amministrativi. Al consigliere regionale viene inoltre contestata una presunta utilità ricevuta dagli imprenditori sotto forma di una gita a bordo di uno yacht di lusso.

Il secondo filone riguarda invece la gestione dei vertici dell’Asl di Caserta. In questo caso viene contestata l’ipotesi di concussione. Zannini avrebbe esercitato pressioni, anche attraverso l’intermediazione di Antonio Postiglione, direttore generale per la Tutela della Salute e il coordinamento del sistema sanitario regionale, per ottenere la rimozione di Enzo Iodice dall’incarico di direttore sanitario dell’azienda sanitaria e favorirne il trasferimento.

Oltre a Zannini, tra coloro per i quali è stato chiesto il processo figurano gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, Antonio Postiglione, Alfredo Campoli, imprenditore e amico del consigliere regionale, e i cinque funzionari coinvolti nella valutazione del progetto del caseificio.

Zannini, destinatario della misura cautelare del divieto di dimora in Campania disposta dal gip di Santa Maria Capua Vetere, si trova attualmente in Abruzzo. L’udienza dell’11 dicembre rappresenterà il prossimo snodo giudiziario di una vicenda che intreccia finanziamenti pubblici, presunte irregolarità ambientali e rapporti con i vertici della sanità regionale.

La richiesta di rinvio a giudizio non costituisce una dichiarazione di responsabilità: spetterà al giudice decidere se disporre il processo.